DSC04217 - Web. In StudioAl muoversi sulla via di una combinatoria di codici espressivi piuttosto autonomi rispetto alle tendenze che si dilatano attorno alla neo e post-astrazione, Giulia Gorlova collegata all’ordine costruttivo, ma anche a quei processi percettivi che caratterizzarono l’infinita “linea aniconica” generativa di gesto, materia, colore, intercetta una combinatoria di linguaggi i cui elementi cardine tornano ad essere la pittura e la materia.

Con tali richiami, venuti a proporsi dagli anni novanta in poi, in un mondo follemente globalizzato e sempre più nel caos, nella luce della pittura o nel gioco della forma plastica, appunto, concepite nel campo d’azione che la vede (da anni) con le mani nella creta che si fa materia viva, innalza sulla scena dell’arte contemporanea un articolato universo visivo che possiamo collocare nell’ambito della cosiddetta Nuova Pittura. Nel corso del tempo i suoi strumenti operativi, precisamente efficaci di un livello tecnico “alto”, come le ceramiche(…), interpretano un linguaggio sperimentale(…) e rendono conto di un nuovo modo di andare oltre la tradizione storica. Sottoposte ai processi esecutivi, che si dilatano nel progressivo delimitato evento casuale del fuoco, le forme-strutture non del tutto orizzontali e verticali definite da rette ed ellissi e animate da colori ad uso del metodo ceramico, tra la forza iconica delle architetture astratte e la “tessitura” propria della decorazione, conservano una dualità di visioni giocate sul contrasto cromatico e parallele proiezioni di memorie antropologiche. Tra l’altro, guardando le forme astratte poste nello spazio su legno o sulla creta, si potrebbe facilmente intuire vivo e presente l’incrocio culturale con l'”Astrattismo Russo”. Quindi, sul neutro monocromo della creta in soggettive virtualità optical generatrici di luce-colore, linee, righe, solchi e forme, prende corpo, irreale di fantasia e visioni, un mutevole instabile “reticolo” le cui trame arbitrarie di effetti imprevedibili restano coerenti al supporto materico, costitutivo del linguaggio stesso dell’opera. Intuite sul valore geometrico e nello spazio circolare dei tondi le linee e i colori neo-astratte e innestate alla terra-creta e coesistenti a sciami di segni-grafite di piccola misura, formano un dinamico reticolo che va a sollecitare, unitaria ed equilibrata, la misura astratta dello spazio, e in tali variazioni mutanti si concentra la qualità della percezione.

Agganciata all’intreccio delle sue esperienze intellettuali e ai recuperi di memorie storiche l’artista farà notare, appunto legato ai dettagli delle “architetture a croce”, il dramma esistenziale che segue l’utopia dello spazio infinito e la mitica ricerca della luce. A fronte di tale metafora che si prefigura con le incongruenti Megalopoli, può manifestarsi, rintracciabile nel bisogno di natura, il segreto messaggio della Gorlova che, con la potenzialità fisica e del segno-immagine impresso a fuoco e legato al metodo costruttivo, mette in evidenza con la materialità della pittura una solida proiezione tridimensionale.

All’interno di questo complesso e personale percorso – ove si fa notare la tecnica polimaterica e un inedito collage – si introietta il gusto per la composizione e per il “grande formato”; e con l’utilizzo della tela e quindi esclusivamente caratterizzato dal gesto pittorico che si traduce in forme, si fa reale l’adesione ai modi contemporanei di interpretare l’Astrattismo. Nettamente distante dall’uso dei colori ceramici e susseguenti fasi di cottura, registrati al linguaggio bidimensionale e non proprio al versante polimorfo ma con applicazioni sulla tela, prolifera il concettuale “recupero” e, col “ritorno” all’estetica dell'”oggetto trovato”, incollato e ridipinto, l’identificazione di “nuovi realismi” con la capacità dell’artista di transformare in opere d’arte, reperti del passato.

                                                                              Dino del Vecchio – 2015

ASTRAZIONI LIRICHE

Giulia Gorlova, artista sperimentale, esplora i propri stati d’animo per metterli in rapporto con il mondo esterno. Grovigli, intrecci di forme e di linee si racchiudono in un contesto iconografico. E tutti questi elementi aiutano l’artista ad esprimere la sua interiorità. Utilizza diverse tecniche, dalla scultura alla pittura, ma soprattutto la ceramica. Il segno diventa protagonista nelle sue  forme “architettoniche”. In alcuni lavori, l’artista concentrava la sua ricerca verso la schematizzazione dell’espressionismo astratto di Mondrian; ma, il suo istinto e la sua cultura d’origine la riportano alla scuola della Bauhaus e delle linee formali di Paul Klee e di Kandinsky. Le immagini si configurano in una motivazione inconscia; l’evidenza del segno e del colore si risolve totalmente nella superficie visiva, richiamando alcuni aspetti del surrealismo astratto, alla ricerca di una razionalità cosciente. Ora la pittura di Giulia Gorlova viene modellata, configurata, in uno spazio cosmico, una “sur-realtà” quasi astratta. Le sue forme diventano geometrie cariche di energia catturata dall’esterno, per poi interiorizzarla scavando nel profondo dell’anima.       (L. Nobili  – 2013)

GORLOVA GIULIA

Artista sperimentale, russa d’origine e figlia d’arte, da anni risiede nel Riminese. Terminata la Scuola d’Arte nel Paese d’origine, viaggia, dipinge e modella spaziando tra il figurativo, il surreale, il concettuale. Frequenta vari stages in Italia e all’estero e artisti internazionali di varia estrazione e provenienza. Oggi la sua arte è testimonianza della figura eclettica e trasversale dell’artista contemporaneo, non fossilizzato nel solco di un singolo linguaggio, ma capace di variare, interagire e familiarizzare con i media differenti. Da diversi anni la scelta dell’artista si rivolge ad indagare le possibilità comunicative offerte dai codici dell’astrazione.  La sua ricerca artistica si muove sulla via di una combinatoria di codici espressivi piuttosto autonomi rispetto alle tendenze che si dilatano attorno alla neo e post-astrazione. Collegata all’ordine costruttivo,  Giulia Gorlova crea le sue opere, intuite sul valore geometrico,  esprimendosi attraverso varie tecniche: miste su tela, legno, cartoncino, pannelli ceramici incisi, con alto e bassorilievi, in maiolica, raku e terzo fuoco, collage,  assemblaggio e concettuale recupero di elementi polimaterici del passato e del presente, incollati, ridipinti e trasformati in opere d’arte. Gorlova si esprime attraverso i canoni oggi a lei più congeniali in linea con astrazione lirica, geometrica e scelte concettuali. Il suo calendario di eventi in Italia e all’estero è sempre più ricco. L’artista è recensita in varie pubblicazioni d’arte specializzate, periodici, Cataloghi e Annuari d’Arte Contemporanea, tra i quali CAM 51 Edizioni Mondadori, Milano. E’ seguita dal Critico e Storico dell’Arte Dino del Vecchio, dalla  Galleria d’Arte e Casa d’Aste “Artesegno” Udine (UD) http://www.artesegno.com, Galleria d’Arte Farneti Forlì (FC),  Saatchi on-line http://www.saatchiart.com Saatchi Gallery London U.K.